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LA CRISI ITALIANA DEL DEBITO STA SEMPRE DI PIÙ ASSUMENDO LE SEMBIANZE DELLA CRISI GRECA DEL 2009

Ott
12

LA CRISI ITALIANA DEL DEBITO STA SEMPRE DI PIÙ ASSUMENDO LE SEMBIANZE DELLA CRISI GRECA DEL 2009

“La crisi italiana del debito sta sempre di più assumendo le sembianze della crisi greca del 2009. Il fatto di avere al Governo dei populisti, sovranisti, anti-establishment, anti-Europa come gli esponenti di Lega e Cinque Stelle si sta trasformando in una crisi permanente per gli italiani. Basta guardare l’apertura dei mercati di oggi per averne una ennesima conferma. Lo spread BTP-Bund è salito fino a oltre i 300 punti base, mentre quello con la Grecia si è ridotto soltanto a 90, a riprova del costante avvicinamento dello stato della nostra finanza pubblica a quello di Atene. Il rendimento sul BTP decennale è salito fino al 3,43% ai massimi da maggio e quello sul BTP a 2 anni addirittura all’1,6%. Sono crollate di nuovo le banche alla Borsa di Milano e con esse il resto del comparto azionario.

In sintesi, purtroppo, gli investitori internazionali stanno vendendo tutto ciò abbia a che fare con l’Italia: titoli di Stato, obbligazioni societarie e azioni. La sconfitta del ministro dell’Economia Giovanni Tria, che non è riuscito ad imporre la sua linea rigorista e di responsabilità sui conti pubblici, è stata presa dai mercati internazionali, soprattutto quelli americani, come un vero e proprio tradimento da parte dell’Italia, considerata sempre più distante dal resto dell’Europa, e sempre più vicina ad un paese emergente. Non è soltanto un nostro giudizio ma è quello che si legge sui quotidiani finanziari internazionali.

Mentre ignoriamo ancora i contenuti della Nota di Aggiornamento al DEF, tra dati che mancano ed altri scritti irresponsabilmente a matita, ci chiediamo cos’abbia presentato l’Italia alla riunione dell’Eurogruppo, finito con una totale débâcle e con il ministro Tria richiamato a Roma dal presidente del Consiglio non si sa se per fare i compiti (evidentemente non ancora fatti) o per un ennesimo atto di sfida alle istituzioni europee. Le quali, ormai, sono compatte e decise a far pagare un grosso prezzo al nostro Paese, bocciando i numeri della manovra e, quasi sicuramente, aprendo formalmente una procedura d’infrazione contro il nostro Paese. L’Italia, dispiace dirlo, in Europa non ha più alleati, oltre che non avere più alcuna reputazione.

Fra qualche giorno, toccherà alle agenzie di rating esprimere il loro giudizio sul debito italiano e gli analisti danno ormai per scontato che si tratterà di un declassamento di massa, stando ad un report di Goldman Sachs che circola nella City di Londra. Il che vorrà dire un’altra ondata di vendite di titoli di Stato e azioni targate Italia. Con un rischio contagio agli altri paesi comunque limitato, i mercati finanziari hanno semplicemente deciso di scaricare l’Italia, che in questo momento si trova senza reputazione, senza un ministro dell’Economia, senza un presidente del Consiglio e, soprattutto, senza una politica economica sensata, lasciata in mano alle irresponsabili mani degli economisti di maggioranza, che ancora oggi hanno proposto l’uscita dell’Italia dall’euro”.

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